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Nato il 18/09/1986 a Pordenone. Cresciuto a Sacile a suon di musica e pallone coltiva sin da piccolo spiccate doti organizzative e carismatiche. Nato sotto il segno della vergine e quindi fin troppo preciso e pignolo, passa il tempo ad appuntare qualsiasi cosa su fogli Excel tanto da riuscire a farne quasi un lavoro. Durante la giornata si occupa infatti di statistiche e report per un’importante azienda mentre nel tempo libero lascia sfogo alle sue passioni. Abbandonata la carriera calcistica a soli 22 anni complici preziose ginocchia di cristallo, acciuffa in extremis una laurea in economia aziendale dopo svariati tentativi.

Si definisce la molla del gruppo, colui che sforna idee e prende l’iniziativa. Le capacità acquisite in materia tecnologica ed informatica lo spingono a mantenere i Cervelli in Avaria al passo con i tempi proponendo i contenuti attraverso quanti più canali possibili.

La passione per la musica è innata e si sviluppa fin da primi anni di vita. A 5 anni inizia a suonare il pianoforte che però abbandona dopo pochi anni per dedicare gioie e dolori a rincorrere un pallone. A 6 anni nel garage di casa improvvisa concerti senza pubblico con strumenti di fortuna frutto della fantasia del momento. Il primo concerto a 11 anni degli 883 è solo il primo di una lunga lista che va dai Pooh a Stevie Wonder, passando per Bugo, David Gilmour, Mal, Jovanotti, Elton John, Subsonica, Massive Attack fino a Niccolò Fabi giusto per citarne una piccola parte.

È grande cultore della musica italiana, con particolare attenzione rivolta ai maggiori cantautori dagli anni ’70 ad oggi ma ascolta di tutto dal jazz al soul, dal rock al pop fino alla musica elettronica perché come lui stesso ama definire: “la musica, tolti gli eccessi, è tutta bella e merita di essere ascoltata, specialmente dal vivo”.

Nei programmi radiofonici assume il ruolo di prima voce cercando di mantenere un certo aplomb, ma sempre pronto a creare situazioni che possono portare a siparietti più leggeri, utili ad accomodare ospiti e rendere più fluido l’ascolto.

Igor_DSC5470

Nato il 16/02/1983 a Vittorio Veneto, fin da bambino terrorizza i genitori con bravate e vicissitudini scolastiche. L’adolescenza poi non si rivela altrettanto entusiasta, ma il nostro Igor, dopo la maturità presa letteralmente per i capelli, si scopre divoratore di libri, film e musica in quantità industriale. Tanta è la curiosità che le prime paghe estive le consuma in cd e libri. Il padre gli tramanda la passione per il calcio; lui prende la passione, la fede ma non i piedi pertanto resta un cultore ma giocarlo è davvero un’altra cosa.

Nato magazziniere, si riscopre autista di professione e conferma l’innata passione per i motori, a maggior ragione se parliamo delle due ruote. Nel 2004 acquista la sua prima Vespa e inizia così a scorrazzare in lungo e in largo procurando non pochi grattacapi a chi gli sta intorno. L’incontro con il gruppo vespistico “Chei de la Mont” si rivela in questo senso decisivo per la sua maturità festaiola tanto da divenire re del megafono molesto.

La musica è però la sua prima reale passione: seppur quasi sottovoce a 14 anni compra la raccolta di Brian Adams, si immerge principalmente nel rock, i Pink Floyd giusto per farsi le ossa, fino a conoscere tutti i suoi principali interpreti. Poi, con la morte di Lucio Battisti, comincia ad ascoltare tutti i principali cantanti e cantautori italiani. La musica però va apprezzata dal vivo e così all’esperienza da camera si aggiungono i live, nei quali insegue letteralmente i suoi beniamini anche a costo di andarci da solo: David Gilmour, Bruce Springsteen, Bob Dylan, Toto, Marl Knopfler, Roxette, Muse, Ennio Morricone, Lucio Dalla, Francesco de Gregori, Francesco Guccini, Silvestri, Fabi, Gazzè, Subsonica, Vasco Rossi, Ligabue e chi più ne ha più ne metta.

L’incontro con Mattia sarà provvidenziale per far sì che la musica conti sempre di più sulla sua vita.

Conteso dalla serietà che l’età gli imporrebbe (e che molto spesso ha il sopravvento) e dal desiderio di essere un animale da palcoscenico, la radio gli dà la possibilità di tirare fuori il massimo dalla sua personalità. In questo è centrale la figura del suo ‘socio’ Mattia per creare quei siparietti tanto divertenti e coinvolgenti quanto inaspettati.

Cervelli in AvariaCIA_LOGO

La storia dei Cervelli in Avaria potrebbe essere la trama di una commedia all’italiana anni ’80 ambientata nel più classico dei bar di paese. Tutto parte dallo storico caffè Posta di Sacile. Nel 2005 Mattia e Igor ancora non si conoscono, ma hanno un amico in comune che lavora proprio lì. Tra una serata e l’altra, tra un Montenegro e un Branca menta, i due iniziano a scambiare le prime chiacchiere e così ne nasce una vera e propria amicizia. È nel 2007 però che il duo diventa un trio; le compagnie si allargano e da Conegliano arriva Paolo, trevigiano di nascita ma friulano d’adozione. È il “vecchio” del gruppo ma non fatica certo ad integrarsi ed entrare in sintonia con gli altri. Fra i tre si nota una grande complicità e ci si rende conto che sono tante le cose in comune: il cinema anni ’80-’90, il calcio, i concerti ma soprattutto la musica.

MUST Collection è il progetto che dimostra come, pur arrivando da esperienze diverse, Mattia, Igor e Paolo siano allineati sulla stessa linea d’onda e si possano musicalmente definire complementari.

Il nome Cervelli in Avaria non viene esattamente scelto dal trio, ma gli viene affibbiato dagli Absolute5 che, proprio in occasione di scrittura della sigla per MUST Collection, li definiscono così. I tre prendono la palla al balzo, il nome calza a pennello, e decidono così di battezzarsi ufficialmente con questo nome.

Dopo l’uscita di Paolo, dal settembre 2015, i Cervelli in Avaria sono Mattia e Igor e continuano la loro attività radiofonica cercando di proporre agli ascoltatori programmi di qualità, con lo scopo di dare prodotti diversi da quelli che sono gli standard delle radio nazionali. La musica continua ad essere l’elemento centrale dei programmi ma la scelta dei brani è molto accurata e rivolta alla scoperta o riproposizione di pezzi meno conosciuti ma non per questo meno belli e importanti.

I Cervelli in Avaria hanno all’attivo due programmi radiofonici e decine di ore di trasmissione. I format sono interamente creati e ideati dai Cervelli in Avaria che si avvalgono di collaborazioni importanti come gli Absolute 5 nella realizzazione delle sigle, Tamara che da sempre cura la parte grafica e Alan che ha creato il logo.

Cervelli in Avaria è sinonimo di amicizia, passione, competenza e pazzia in giusto connubio che rende la loro sfida ogni giorno sempre più appassionante.